150 Minuti di Allenamento Per Prevenire L’ Alzheimer

8 Aprile 2019 alle 19:44 · · 0 commenti

150 Minuti di Allenamento Per Prevenire L’ Alzheimer

Praticare 150 minuti di allenamento a settimana può ritardare l’insorgere dell’Alzheimer a carattere ereditario.

Uno studio trasversale medico-scientifico, recentemente pubblicato su Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association, mette in evidenza che lo sport è importante per prevenire o rallentare la malattia di Alzheimer: fare 150 min di allenamento a settimana – anche una corsetta leggera- può ritardare una rara forma di Alzheimer ereditario. Tale studio raccoglie le informazioni sulle abitudini di 459 persone nei 15 anni precedenti. I candidati all’esperimento furono presi dal registro DIAN ( Dominatlly Inherited Alzheimer Network) e scelte tra quelli che avevano almeno un familiare affetto da una rara forma di Alzheimer genetico/ereditario. Un registro creato dalla Washington University School Of Medicine in St. Louis. Il registro è accessibile a tutti. Vi aderiscono e possono aderire volontariamente i malati di Alzheimer, i loro famigliari o chi semplicemente sospetta l’insorgere della Malattia.

Nel campione di persone individuate per l’esperimento, a 275 li fu identificata la mutazione genetica. Il rimante del gruppo preso in considerazione non avevano alcuna mutazione. L’ età media dei partecipanti era di 38,8 anni.

L’alzheimer genetico/ereditario

Si parla di ereditarietà quando nel familiare malato si ha una mutazione genetica autosomica dominante in almeno uno dei tre geni ritenuti responsabili del Morbo. I parenti della persona con la mutazione genetica hanno la probabilità del 50% di ereditare la stessa mutazione genetica autosomica dominante. Il familiare erede del gene mutato ha una probabilità molto alta – 90% circa – di sviluppare la demenza di Alzheimer prima dei 60 anni di età.

Come ritardare i sintomi del Morbo di Alzheimer

Lo studio scientifico consisteva nel prevedere l’anno in cui si sarebbero dovuti osservare i primi sintomi dell’Alzheimer nei soggetti “eredi” tenendo presente l’eta in cui la Malattia esordì nei loro familiari. Dove non c’era l’insorgenza della malattia nell’anno previsto, gli scienziati notavano che: quelli che si allenavano almeno 150 min a settimana riuscivano ad avere una cognizione del cervello migliorata, rispondevano meglio al test MMSE (il Minimal Mental State Examination è un questionario che si usa per diagnosticare la demenza al Paziente). Con l’attività fisica riuscivano a prevenire l’ Alzheimer .

Al contrario, quelli che non praticavano o praticavano meno di 150 min a settimana di allenamento fisico dimostravano un declino cognitivo quando sottoposti al test MMSE . Mentre non vi erano cambiamenti nel gruppo di 184 persone.

Inoltre, i portatori di mutazioni “sportivi” mostravano una diminuzione significativa dei biomarcatori del morbo di Alzheimer nel liquido cerebrospinale, compreso un più basso livello di Tau ( una proteina che si accumula in gruppi tossici nel cervello delle persone con diagnosi di Alzheimer ) misurati all’inizio dello studio e di nuovo alla comparsa prevista dell’ Alzheimer. Quelli con un basso livello di attività fisica, al contrario, mostravano un aumento dei biomarcatori di Alzheimer, incluso un’eccessivo accumulo di Tau.

I benefici dell’ attività fisica

Lo studio scopre un effettivo collegamento tra maggiori quantità di esercizio fisico e una conseguente diminuzione delle probabilità di diagnosticare una demenza. I risultati rivelano anche un effetto benefico dell’attività fisica sui sintomi della demenza in individui con l’Alzheimer genetico/ereditario. Quindi, uno stile di vita fisicamente attivo sembra svolgere un ruolo molto importante per rallentare lo sviluppo e la progressione della malattia autosomica dominante dell’Alzheimer. Altri studi dimostrano, anche, come l’attività fisica può ritardare di circa 20 anni l’insorgenza dell’ Alzheimer negli individui con il polimorfismo della proteina APOE4 .

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